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Una valle dall'atmosfera magica, immersa in una serena tranquillità, che prende il nome dal fiume Agri, l'antico Akiris, che la attraversa nell'angolo sud occidentale della Basilicata, tra rigogliose aree boschive e pascoli verdi; una valle in cui l'acqua, protagonista indiscussa, sgorga copiosa da antichissime sorgenti tra rivoli e torrenti.
Un ventaglio di paesaggi mozzafiato: la pianura variopinta, i boschi di faggio di Moliterno e le cerrete del bosco Maglie, il corso dell'Agri con le sue sorgenti e le fontane, la sterminata Diga del Pertusillo e le montagne innevate che sovrastano Marsicovetere e Viggiano, tutto concorre a regalarvi piacevoli sensazioni di libertà e relax.

La Val d'Agri è una delle valli più belle dell'Italia meridionale nel cuore del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano. Un territorio selvaggio e incontaminato, habitat ideale di svariate specie animali e vegetali come la cicogna, la lontra o il nibbio reale e poi di coloratissime orchidee e di maestosi faggi, dove non è raro imbattersi in animali in libertà.

viggiano" Il paese non è grande, ma nemmeno piccolo; l'aria ottima; pittoreschi i dintorni; le rovine di Grumentum a pochi passi; arpeggiamenti per tutto che fanno di Viggiano l' Antissa della Lucania". Giovanni Pascoli nel luglio del 1884 fu qui inviato quale commissario d'esami per la scuola ginnasiale, e così descrisse Viggiano in una lettera inviata il 26 luglio 1884 al " Suo professore" Giosuè Carducci.

Posta a 1023 metri di quota nel massiccio del Volturino, vide nascere il primo agglomerato urbano intorno all'eremo di Santa Maria la Preta, del quale rimangono le rovine su un costone di roccia. I monaci basiliani diffusero tra le genti lucane il culto mariano portato dall'oriente.
Nello stemma comunale campeggiano le tre torri del castello angioino che dominava il paese e di cui restano pochi ruderi. Nella parte più antica il paese mostra ancora il suo cuore medievale tra vicoli stretti e appesi, con scale, archi e sottopassi e meravigliosi portali in pietra con chiavi di volta decorate da scalpellini locali, raffiguranti il mestiere del padrone di casa. Di straordinario fascino la Villa Sanfelice appartenuta ai marchesi Sanfelice di Monteforte, Principi di Viggiano dal 1891, e da poco restaurata.

Aliano: la Casa confino di Carlo Levi

« Spalancai una porta-finestra, mi affacciai a un balcone, dalla pericolante ringhiera settecentesca di ferro e, venendo dall'ombra dell'interno, rimasi quasi accecato dall'improvviso biancore abbagliante. Sotto di me c'era il burrone; davanti, senza che nulla si frapponesse allo sguardo, l'infinita distesa delle argille aride, senza un segno di vita umana, ondulanti nel sole a perdita d'occhio, fin dove, lontanissime, parevano sciogliersi nel cielo bianco » (Dal libro Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi)

I Calanchi dalla casa di Levi


Aliano è un comune della provincia di Matera in Basilicata. È noto per essere stato il luogo in cui trascorse il suo periodo di confino lo scrittore Carlo Levi.Arrampicato su un colle argilloso a 498 m s.l.m., domina la Val d'Agri e il torrente Sauro nella parte centro-occidentale Aliano adella provincia al confine con la parte centro-orientale della provincia di Potenza. Nel suo territorio sono presenti numerosi calanchi.
Confina a nord con i comuni di Stigliano (14 km) e Gorgoglione (20 km), ad est con Sant'Arcangelo (PZ) (17 km), a sud con Roccanova (PZ) (21 km) e ad ovest con Missanello (PZ) (14 km). Fa parte della Comunità Montana Collina Materana. Dista 83 km da Matera e 76 km dal capoluogo di regione Potenza.

STORIA

Il nome del borgo deriva dal latino Praedium Allianum, cioè podere di Allius, gentilizio romano. Data la vicinanza ai fiumi Agri e Sinni, sin dall'antichità fu centro importante di scambi tra la civiltà greca, etrusca ed enotria, come testimoniato dalla scoperta di una necropoli risalente ad un periodo compreso tra il VII ed il VI secolo a.C., contenente più di mille tombe e numerosi reperti. Tali reperti sono ora custoditi nel Museo della Siritide di Policoro. Alcune fonti parlano di un borgo di pastori esistente e già sviluppato ai tempi di Pirro, nel 280 a.C. Tuttavia i primi testi in cui viene ufficialmente citato Aliano sono datati al 1060, anno in cui risale una bolla papale che attribuiva al vescovo di Tricarico l'amministrazione del borgo. Nell'VIII secolo le diverse grotte scavate nelle rocce sedimentarie di origine alluvionale ubicate nella zona di fosso San Lorenzo, già abitate in età preistorica, ospitarono numerosi monaci basiliani sfuggiti alle persecuzioni iconoclaste in Oriente. In epoca medioevale Aliano fu feudo di diverse famiglie, tra cui i Sanseverino, i Carafa ed i Colonna.

CARLO LEVI

Carlo LeviNella storia recente di questo piccolo centro non si può non ricordare lo scrittore Carlo Levi che qui ambientò il libro Cristo si è fermato ad Eboli, 1945. Levi, infatti, durante il regime fascista, negli anni 1935 fuCasellario Politico condannato al confino in Lucania a causa della sua attività antifascista e trascorse un lungo periodo in Basilicata, ad Aliano (che nel libro viene chiamata Gagliano, imitando la pronuncia locale), dove ebbe modo di conoscere la realtà di quelle terre e della sua gente. Lo scrittore nelle sue ultime volontà espresse quella di essere seppellito ad Aliano tra i suoi contadini. Nel paese sono ancora intatti tutti i luoghi descritti nel romanzo e nei vicoli sono impresse alcune frasi simbolo del libro. Levi ebbe qui l'occasione di scoprire un'altra Italia che era, appunto, quella contadina.

Casa Museo del Confino di Carlo Levi

È la casa dove visse Carlo Levi durante il periodo di confino, restaurata con discrezione e con un approccio tecnologico: un impianto multivisione costituito da proiettori di diapositive programmati e sintonizzati da un computer, posti sui soffitti dei locali, che, seguendo un percorso determinato, fanno rivivere sui muri bianchi le immagini tratte dai documenti fotografici dell'epoca, la casa, l'orto, il cane Barone, il ritratto di Giulia, i camini, i calanchi; immagini intervallate dalle sagome di un cavalletto, dall'ombra dei pennelli, dalla traccia di un letto di ferro, di un tavolo da cucina, a guisa di simboli astratti, ombre cinesi che si animano nella velocità della proiezione multivisiva; e ancora immagini dei quadri, dei tetti, dei fanciulli, delle strade, delle nuvole e degli orizzonti che si osservano dalla terrazza. Sono presenti anche microfilm sulla storia contadina. Il percorso emozionale si completa sul terrazzo della casa, dove sono stati sistemati tre "angoli di pittura" che si ispirano al paesaggio circostante.

casa di Levi ad Aliano a

 































casamuseoleviCASA MUSEO CARLO LEVI
: Via Collina - Aliano (MT)

Certosa di Padula XVI secolo - 1723


La Certosa di San Lorenzo, conosciuta anche come Certosa di Padula, è la più grande Certosa in Italia, nonché tra le più famose, ed è situata a Padula, nel Vallo di Diano, in Provincia di Salerno. Nel 1998 è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.

La Certosa fu fondata da Tommaso Sanseverino nel 1306 sul sito di un esistente cenobio ed è dedicata a San Lorenzo. La sua struttura richiama l'immagine della graticola sulla quale il santo fu bruciato vivo. La storia dell'edificio copre un periodo di circa 450 anni.

certosa 1La parte principale della Certosa è in stile Barocco ed occupa una superficie di 51.500 m² sulla quale sono edificate oltre 320 stanze. Il monastero ha il più grande chiostro del mondo (circa 12.000 m²) ed è contornato da 84 colonne. Una grande scala a chiocciola, in marmo bianco, porta alla grande biblioteca del convento.

Secondo la regola certosina che predica il lavoro e la contemplazione, nella Certosa esistono posti diversi per la loro attuazione: il tranquillo chiostro, la biblioteca con il pavimento ricoperto da mattonelle in ceramica di Vietri sul Mare, la Cappella decorata con preziosi marmi, la grande cucina dove, la leggenda narra, fu preparata una frittata di 1.000 uova[1] per Carlo V, le grandi cantine con le enormi botti, le lavanderie ed i campi limitrofi dove venivano coltivati i frutti della terra per il sostentamento dei monaci oltre che per la commercializzazione con l'esterno. I monaci producevano, vino, olio di oliva, frutta ed ortaggi.

Oggi la Certosa ospita il museo archeologico provinciale della Lucania occidentale, che raccoglie una collezione di reperti provenienti dagli scavi delle necropoli di Sala Consilina e di Padula. Questo museo copre un periodo che va dalla preistoria all'età ellenistica.

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